venerdì 9 marzo 2007

Pensieri Disordinati




Umore in questi ultimi gg. pessimo.... anzi di più.... succede è normale ma quando succede non dormo la notte ...dormo poco e male.... e sono nervosa costantemente.
Ci sono persone che entrano nella tua vita e non sai chi sono… non sai nemmeno perché…..ci mettono un attimo ad entrare nella tua vita..nei tuoi pensieri .. nel tuo cuore…e poi ci devi mettere tante lacrime per farli andare via dai tuoi pensieri …ma soprattutto farli uscire dal tuo cuore….e rimani li come un animale ferito e non sapere cosa fare..
Ho sempre pagato per tutti gli errori che ho fatto, ed ancora sto pagando, spero basti questa vita per pagarli tutti .... sono testona è vero, ci devo sbattere le corna prima di capire e di rendermi conto, ma accetto tutte le sfide e non mi tiro indietro.
Quante volte mi trovo davanti ad un bivio e non so cosa fare ...quale strada prendere ...si perchè tante volte non puoi tornare indietro quindi ci devi pensare bene .. e puo' capitare che perdi l'occasione ...ed anche in questo io sono un genio ... solo dopo mi accorgo delle occasioni che perdo. Sono diffidente, non sono impulsiva anche se mi piacerebbe...ho una pazienza illimitata ma a mio giudizio rendo meglio nei pochi casi in cui la perdo ..in cui mi incazzo davvero... in cui faccio a pugni con il mondo .. tanto poi mi passa e torno come prima.
Mi piace osservare le situazioni, le persone, in silenzio, cercare di capire da come si muovono, dal loro sguardo, dai loro comportamenti come fanno di tutto per sembrare quello che non sono, non le sopporto, credo molto alle sensazioni che provo, se ci sto bene con una persona non mi faccio paranoie. Adoro i tramonti, l'arcobaleno, ed i cornetti caldi alle 4.00 di mattina..... mi bastano le piccole cose .. le cose semplici ... semplici come un sorriso.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Finalmente leggo un tuo intervento:)))

un bacio,mery

Alessandraveronica ha detto...

ho bisogno di tempo....
:-))

Anonimo ha detto...

ciao Ale,
ke bello leggerti, devo dire ke mi piace molto qllo ke scrivi e cm lo scrivi, c'è veramente tutta te stessa in qste parole, e nn poteva essere diversamente dato ke dici sempre qllo ke pensi senza veli, ma la cosa ke mi sconvolge è ke una persona riservata cm te abbia un blog dove scrivere di sè, daltra parte è anke un grosso traguardo di apertura qsto tuo bisogno di comunicare qlkosa e ne sn felice,visto ke ci è voluta sempre la pinza per tirarti fuori le cose :o), grazie ke ci fai partecipi...è molto bello!grazie!
a presto
antonella.

Anonimo ha detto...

...ahahaha...non me lo faceva pubblicare perciò ho dovuto fare ANONIMO...ma tu sai ki sono e poi mi sn anke firmata sopra...ahahahaha
un abbraccio
a presto rileggerti ;o)

Anonimo ha detto...

Un abbraccio cara...
ANDREA

Anonimo ha detto...

ciao alessandra x quel poco che ti conosco posso esserne davvero lieta sei una xsona con grande carisma mi piace cio' che scrivi e mi ci rivedo in molti passaggi'
un bacione da za o meglio katia

Alessandraveronica ha detto...

dovevo aprire un blog per parlare con tutti voi ??
...grazie a zaira che ogni tanto sparisce per mesi interi ed è un piacere ritrovarla qui
...grazie ad Antonella che ogni tanto sparisco, ma è bello vedere che è presente...
....grazie marialaura per la pazienza ..
... grazie anche ad andrea che in messenger lo faccio impazzire...

Anonimo ha detto...

Ehi tu in msnnon mi fai mai impazzire stupidina...Un abrraccio forte!
ANDREA

Anonimo ha detto...

sparisco è vero,mah ricorda x le xsone belle come te ci sono e ci saro' sempre ehehheh
ciao da zaira.

Anonimo ha detto...

Cara Ale,
ci parliamo da molto, anche se solo on line,ma ciò che hai scritto di te corrisponde all'Ale che conosco: sei tu!!!
Che dire? Io preferisco un bravo architetto a mille veline, ma i gusti sono gusti...!!!
Mi permetto di allegare a questi mie parole,una " favoletta" , metafora della vita, delle scelte e dei vari bivi ... a me piace molto, spero che piaccia anche a te.
Un bacione
Miecke

La via di (o del) mezzo

C'era una volta una strada...si chiamava “la via di mezzo”...era una strada difficile, tortuosa con i sentieri che si inerpicavano su per la collina, che poi si faceva montagna e salire era faticoso; ogni tanto però si scendeva e mentre si poteva godere del panorama che si svolgeva tra vette guizzanti su nubi rosate o dorate quando tramonto e alba si rincorrevano così velocemente che si perdeva di vista anche il punto in cui si incontravano.Un giorno, un bambino che viveva da sempre lì, vide che quella strada era sempre più solitaria, che ci passava sempre meno gente...allora un po' intristito e un po' spaventato da tanta solitudine andò dal vecchio saggio del bosco a chiedere spiegazioni. Il vecchio saggio, un vecchio uomo peloso di un pelo antico e bianco, canuto ma fresco di spazzolate, lo guardò pensosamente e gli disse:” Caro bambino mio, questa strada un tempo era tanto frequentata...quanta gente ci passava e quanto tempo ci impegnava per passarci!...poi il mondo ha iniziato a correre e la gente non ha avuto più tempo di passare di qui, troppe curve, troppi dirupi, troppi rovi e alberi da spostare, troppe pause da osservare aspettando che la luce illuminasse mentre a valle la luce delle lampade illuminava tutto anche di notte e si poteva lavorare.
A valle, sai, la gente corre...corre tutto il giorno e correndo ha dimenticato che c'è un altro tempo”.
Incuriosito il bambino lo guardava e ascoltava...cercava di fare spazio dentro di sé a quelle parole, non era sicuro di avere capito bene...ma decise di non chiedere più nulla, gli sembrava di avere ascoltato anche troppo e che se avesse chiesto ancora poi non avrebbe capito più nulla.
Aveva capito che quello che c’era da capire non era un discorso, non erano parole ma era qualcosa che doveva sentire su di lui; era certo che più che capire doveva sperimentare.
Aveva capito che, in ogni caso, la fretta non era una buona amica e così lasciò che il tramonto lo cullasse con i suoi ori rosati che si rincorrevano tra nuvole panciute e arricciate, il cuoricino gli batteva forte nel petto in quel silenzio che si era creato, in quello spazio che sentiva nascergli dentro e che intanto da vuoto, che gli era sembrato, si popolava di visi, di voci, di suoni,
di posti, di momenti e tutto diventava dolce e pesante, bello e triste, malinconicamente vicino al cuore e difficilmente collocabile nella testa.
Il bambino avrebbe voluto scappare ma decise di rimanere.Si sentiva perduto, un po' sbattuto e aveva paura che in tutto quello sbattere, da una parte all'altra di se stesso, potesse perdersi dentro di sè, fra le sue paure, fra i suoi ricordi, ma qualcosa, dentro di lui lo rassicurava sulla forza del suo essere, sulla consistenza del suo Io, sulla sua identità.La sua mamma gli aveva insegnato a fidarsi di se stesso, delle proprie emozioni, dei propri pensieri, a confrontarli, a non sminuirli, a valutarli ma non a deriderli, e il bambino sapeva di avere una testa ed un cuore e sapeva che lì dentro aveva tante cose , anche se confuse e disordinate come quando si fa la spesa di fretta e si riempie il carrello e dopo poco non entra più nulla e intanto un altro carrello passa ordinato di buone cose da mangiare che sembrano essere state posizionate con una cura e una meticolosità che rende bello il carrello a vedersi e offre maggiore spazio.
Era per questo che aveva deciso che la via del mezzo sarebbe stata la sua strada e anche se aveva paura a vedere che molti l'avevano abbandonata, aveva deciso che quella sarebbe rimasta la sua via.Occorreva capire perché gli altri l'avessero abbandonata.
Fu così che decise di tornare dal vecchio saggio e gli pose la sua domanda.Il vecchio saggio allora, tutto preso da questa domanda , così grande, nella testa e nel cuore di un bambino così piccolo, si fermò pensoso sulla ricerca delle parole con cui rivolgersi al suo piccolo interlocutore ed esordì:"Vedi mio caro bambino, io penso che la gente abbia perso la via di mezzo perché ha paura.Ha paura del tempo che passa e che sulla via di mezzo è molto visibile in questo suo scorrere lento ed inesorabile. Correndo invece si ha la sensazione di potere fare tutto, di potere decidere tutto e soprattutto non si ha il tempo.Sembra un paradosso eppure la gente corre per prendersi tutto il tempo, quello stesso tempo che ha paura di vedere e di sentire che passa e porta via le cose belle ma anche quelle brutte e ci permette di andare avanti. Il bambino si fermò a riflettere e continuò con le sue domande:"Ma allora, secondo te, cosa si può fare perché la gente non abbia più paura del tempo?". Il Vecchio saggio rispose:"Torniamo al punto di partenza, ci vuole tempo.Lo stesso tempo che la gente ha impiegato per imparare a correre, ora serve per imparare a rallentare.Bisogna riportare la gente sulla via del mezzo, fargliela percorrere nuovamente e dimostragli che non è così pericolosa come credono.Ma per fare questo la gente deve attraversare la via del mezzo e tutti i suoi abitanti a cominciare dalla paura.La via del mezzo è piena di paura, ce n'è una ad ogni curva, ad ogni angolo, davanti ad ogni dirupo, davanti ad ogni bivio." Il bambino ebbe la sensazione di avere capito, si ricordò di tutte le volte in cui aveva avuto paura lungo “la via del mezzo” e di come si era fatto coraggio, ripetendosi le parole della sua mamma, per passare davanti alla paura.
"Ma allora le persone evitano la via di mezzo perché non sanno affrontare la paura?" - Chiede ancora il bambino. "Eh sì !"- rispose il grande saggio e mentre rispondeva prendeva la manina del bambino e gli indicava la direzione della via del mezzo;qualcuno doveva pure mostrarla al piccolo, non poteva trovarla da solo, ci avrebbe impiegato troppo tempo e avrebbe rischiato di azzopparsi prima di arrivarci.
Fu così che il bambino si avvicinò, tutto tremante al cartello che indicava: ”Questa è la via di mezzo, intraprendetela senza chiedervi quando finirà”. E così il nostro bambino iniziò a correre lungo la via di mezzo, convinto che presto avrebbe trovato la fine, e poi un’altra via ma ad un certo punto, corri e corri si accorse che un’uscita non c’era ma c’erano tanti bivi che circolarmente riportavano alla via di mezzo. I vari bivi avevano scritte del tipo”Decisione studi” oppure”Litigio con una persona cara” oppure ancora “Altruismo”; più leggeva più il nostro bambino aveva la sensazione di illuminarsi dentro e più si illuminava più rallentava il passo, e più rallentava il passo più si accorgeva di come il suo respiro fosse lento e cadenzato, armonico con il fluire del suo sangue e con i miliardi di cellule che nel suo corpicino lavoravano per tenerlo in vita e gli sembrava pure di essere in armonia con la terra che girava e con la luna che sarebbe comparsa nel cielo di lì a poco mentre il sole si inabissava lungo la linea azzurra e rosa dell’orizzonte. E più passeggiava, perché ora passeggiava, non correva , più sentiva il tempo, sentiva di averne tanto, di averlo tutto e si sentì invadere da una grande sensazione di calma di pace, di amore, pensò teneramente al vecchio saggio a alle sue sagge parole; alla sua mamma e a tutte le volte in cui gli dice”tu una testa e un cuore ce li hai, fidati di loro”, a se stesso e a come era iniziato quel viaggio e tutto contento, di una gioia grande e tenera insieme, pensò di andare per la campagna a raccontare a tutti gli altri bambini e ai loro genitori “ della via del mezzo e di come fosse possibile percorrerla ancora”.

AUGURI ALUCCIA !!!!